Come lavoro e la mia “idea” sulle diete

come lavoro

Questo è, credo, il primo articolo che scrivo su di me e sul mio metodo di lavoro (come nutrizionista sportivo e come personal trainer), probabilmente sarà anche l’ultimo per non annoiare chi legge.

Parto dal presupposto che per svolgere consapevolmente il lavoro di PT o quello di nutrizionista, bisogna avere in sè un’idea o una visione del proprio compito a cui ispirarsi e attenersi.

Prendendo ad esempio la nutrizione parto dall’idea che essa sia una parte fondamentale della vita di ciascuno di noi nonchè un’abitudine che ha un grosso impatto sulla vita privata delle persone, sia dal punto di vista sociale sia da quello della gestione del tempo libero. Infatti una buona parte della vita sociale si svolge a tavola tra cene e aperitivi, così come cucinare uno stufato richiede maggior tempo del cuocere un uovo, beh tutti questi aspetti impattano profondamente sulle nostre routine.

Per questo, una dieta “corretta” non esiste, o meglio la dieta “giusta” è quella che è adeguata allo stesso tempo ai requisiti nutrizionali necessari alla persona per raggiungere il proprio obiettivo ed inoltre si adatta alle abitudini alimentari ed ai gusti del soggetto.

Ne deriva un piano nutrizionale altamente personalizzato e “cucito su misura” sulle abitudini della persona, anche se alcune abitudini possono essere non ottimali dal punto di vista alimentare. Proprio su questo punto vorrei spendere due parole; la maggior parte delle persone attua alcune routine alimentari non ideali, può essere il non voler rinunciare alla colazione al bar oppure la frequenza di consumo di alcuni alimenti o altro, ma se queste abitudini sono così radicate per cui il soggetto non vuole rinunciarvi, non rimane altro da fare che prenderne atto ed integrarle, finchè possibile, all’interno del piano nutrizionale, magari in prima battuta accontentandosi di correggere altre routine percepite come “meno essenziali”. Così facendo possiamo essere ragionevolmente sicuri che la dieta verrà seguita e ci sarà maggiore aderenza ad essa, all’opposto invece rischieremmo che il tasso di abbandono sia più alto e di conseguenza porterebbe ad ottenere meno risultati.

Per quanto detto sopra faccio sempre compilare, prima di ogni prima visita, un questionario alimentare in cui vengono raccolte le informazioni di base relative ai cibi maggiormente graditi, inoltre attraverso la compilazione di un diario alimentare redatto insieme avremo un quadro preciso e fedele delle abitudini della persona.

Volendo riassumere gli step che seguo durante una visita nutrizionale posso dire:

1 – compilazione questionario sulla frequenza di consumo degli alimenti

2 – individuazione degli obiettivi a breve e lungo termine

3 – anamnesi clinica

4 – valutazione antropometrica e della composizione corporea

5 – compilazione diario alimentare

6 – elaborazione del piano nutrizionale personalizzato