L’allenamento su superfici instabili, qualche considerazione

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L’allenamento su superfici instabili, qualche considerazione

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  5. L’allenamento su superfici instabili, qualche considerazione

La superficie sulla quale si effettua l’allenamento, sia essa stabile o instabile, influenza in maniera importante i risultati, è possibile farsi una idea più chiara di questo concetto attraverso la ricerca proposta in questo articolo. Immaginiamo la stabilità su un continuum con le classiche macchine ad una estremità e il sollevamento di pesi liberi mentre si è in equilibrio su una fitball all’altra estremità. Il calssico allenamento su panca con i pesi liberi si potrebbe trovare da qualche parte nel mezzo di questo continuum.

Da quanto emerge dallo studio di Cacchio et al. (2008), sono stati indagati gli incrementi di forza attraverso l’analisi dei risultati forniti da un gruppo di venti donne sedentarie allenate per 8 settimane alla chest press. Il gruppo fu diviso in due sottogruppi, uno dei quali si allenava alla chest press con i cavi (CABLE), quindi avendo maggiore instabilità e libertà di movimento nell’esecuzione dell’ercizio, mentre l’altro sottogruppo si è allenato con una chest press classica (FIXED), quindi avendo un’escurizone di movimento fissa e guidata. Entrambi i gruppi hanno effettuati lo stesso protocollo di allenamento, 3 volte a settimana per  8 settimane.

In conclusione dello studio è emerso che, come ci si poteva aspettare, entrambi i gruppi hanno ottenuto incrementi di forza in entrambe le tipologie di macchinari (CABLE e FIXED), ma il gruppo CABLE ha ottenuto un incremento dell’1rm alle macchine CABLE maggiore rispetto al gruppo FIXED sulla stessa tipologia di macchine. Il  gruppo FIXED invece ha  ottenuto un incremento dell’1rm alle macchine FIXED maggiore rispetto al gruppo CABLE.

Attrverso l’analisi elettromiografica è emerso inoltre che i guadagni in termini di forza del gruppo CABLE sono stati resi possibili da una maggiore efficienza neuro-muscolare, infatti per tale gruppo i muscoli antagonisti hanno evidenziato un minore attivazione, mentre i muscoli sinergici al movimento di chest press hanno registrato una maggiore attivazione. Questo sta a significare la presenza di un adattamento neurale che ha portato alla richiesta di una maggiore stabilità del distretto muscolare coinvolto in condizioni di minore stabilità esterna dovuta all’allenamento CABLE, conducendo ad una migliore coordinazione muscolare e ad un più efficiente pattern motorio relativo a questa precisa condizione instabile.

Immagine di Strenght and Conditioning Research

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Diego De Carolis - Nutrizione & Performance