Perdere peso: allenarsi a digiuno migliora la risposta fisiologica all’esercizio fisico

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Perdere peso: allenarsi a digiuno migliora la risposta fisiologica all’esercizio fisico

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Perdere peso è forse una delle richieste più frequenti in ambito fitness, sappiamo bene che l’alimentazione è il fattore principale per poter raggiungere questo obiettivo, ma sappiamo anche che il perdere peso può essere raggiunto più efficacemente e con risultati più duraturi se viene abbinato all’esercizio fisico. Da una recente ricerca (2017) sembrerebbe però che anche il timing alimentare possa giocare un ruolo determinante nel favorire i corretti adattamenti fisiologici prodotti dall’attività fisica.

La ricerca che presento qui, condotta in Gran Bretagna, ha come obiettivo esaminare le differenze sulle risposte metaboliche e fisiologiche indotte dall’esercizio fisico condotto in stato di “digiuno” (almeno 12 ore) o di “alimentazione” (pasto consumato 2 ore prima dell’allenamento).

Sono stati selezionati dieci uomini sani di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Ai  partecipanti è stato valutato il loro Vo2max in laboratorio. Durante il periodo dello studio, i giorni di allenamento consistevano nel camminare per 60 minuti al 60% del V̇o2max in condizioni di digiuno o di alimentazione in un modello randomizzato e controbilanciato, separato da un periodo di washout da 3 a 4 settimane. Per essere ammessi a partecipare, i partecipanti dovevano essere in sovrappeso con una circonferenza della vita compresa tra 94 e 128 cm. Ai partecipanti è stato inoltre richiesto di avere un peso stabile per almeno 3 mesi (± 3%). I partecipanti hanno compilato un questionario sulla salute per escludere eventuali malattie cardiovascolari e metaboliche esistenti e un questionario di idoneità all’attività fisica (PAR-Q) per assicurarsi che essi fossero in grado di esercitare in sicurezza. Sono stati esclusi gli individui che assumono farmaci noti per influenzare il metabolismo dei lipidi/carboidrati o la funzione immunitaria e i fumatori. Pertanto dal disegno di ricerca emergono condizioni piuttosto rigorose e ponderate per ridurre al minimo le variabili che potrebbero influenzare i dati finali. I dati analizzati sono stati ricavati dal prelievo di sangue e di tessuto adiposo a riposo e dopo l’esercizio fisico per esaminare l’impatto dello stato nutrizionale precedente.

I risultati emersi hanno dimostrato che, come previsto, i livelli di glucosio e di insulina erano più elevati nei soggetti nutriti rispetto a quelli a digiuno, mentre la concentrazione di gli acidi grassi non esterificati (NEFA) era più alta in ogni momento nel caso di prove fisiche in stato di digiuno. Altri cambiamenti significativi sono stati riscontrati nell’espressione del mRNA del tessuto adiposo e nelle concentrazioni di adipochine e altre secrezioni del tessuto adiposo.

L’alimentazione precedente all’esercizio fisico ha aumentato l’utilizzo relativo di carboidrati e diminuito l’ossidazione dei grassi durante l’attività, pertanto ciò ha comportato uno stato fisiologico molto diverso. Confrontato con i cambiamenti nelle condizioni di esercizio a digiuno, l’alimentazione ha portato a variazioni più basse o una diminuzione di mRNA di PDK4, ATGL, HSL, FAT / CD36, GLUT4 e IRS2.

Abbiamo precedentemente dimostrato che la perdita di peso porta ad un forte aumento di geni come PDK4 e HSL nel tessuto adiposo, mentre la sovralimentazione porta ad una profonda diminuzione sia nel PDK4 che nell’HSL. Quindi lo stato nutrizionale ha il potenziale di influenzare marcatamente le risposte in acuto del tessuto adiposo all’esercizio fisico e, dato l’importante ruolo del tessuto adiposo nella salute, abbiamo visto che nutrirsi prima dell’allenamento smorza questi cambiamenti relativi alla salute indotti dall’attività fisica, così come attenua alcuni stimoli indotti dall’esercizio sul tessuto adiposo. E’ emerso che mRNA di GLUT4, mRNA IRS2 e la proteina IRS2 erano anche differentemente espressi nel tessuto adiposo in condizioni di digiuno e o di alimentazione. Questi effetti erano lievi ma coerenti, e questo sembra anche indicare che l’esercizio in uno stato “nutrito” non genererà gli stessi cambiamenti nei processi coinvolti nel metabolismo del glucosio e nell’espressione secretoria del tessuto adiposo come l’esercizio a digiuno.

Ed eccoci giunti alle conclusioni finali riportate all’interno dello studio esaminato: “Questo studio fornisce la prima prova che lo stato dell’alimentazione altera la risposta del tessuto adiposo all’esercizio fisico in acuto. Diversi geni coinvolti nel metabolismo dei lipidi, nella risposta all’insulina e nel trasporto del glucosio sono stati espressi in modo differente nel tessuto adiposo quando l’esercizio è stato eseguito in stato di alimentazione rispetto al digiuno con risposte inferiori o opposte dopo l’alimentazione. Data la natura e la direzione di queste differenze, proponiamo che l’alimentazione rischia di attenuare gli adattamenti a lungo termine indotti nel tessuto adiposo in risposta all’esercizio fisico regolare.”

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Diego De Carolis - Nutrizione & Performance